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LA DOTTRINA METAFISICA SEGRETA SU DIO, COSMO E UOMO

L'INSEGNAMENTO ARCANO DELLA GNOSI UNIVERSALE E' LA CONOSCENZA PIU' ANTICA E PERICOLOSA PER IL POTERE COSTITUITO

Esiste un insegnamento antico quanto l’uomo andato ormai perduto, sconosciuto alle masse, una Dottrina segreta su Dio, l’Uomo e il Cosmo che spiega il funzionamento della realtà e cosa essa sia realmente, e lo fa attraverso un linguaggio tanto semplice quanto profondo; si tratta di una concezione dell’esistenza talmente razionale, e quindi basata sul pensiero logico deduttivo, che potremmo benissimo definirla addirittura “scientifica” e universale.


Anticamente questa Dottrina era però palese, pubblica, e insegnata a tutti, fin dalla più tenera età, finché un potere oscuro proveniente dall’altopiano caucasico, e rappresentato genericamente nella stirpe semitica non invase l’Eurasia e costrinse i popoli ancestrali della Natura, i primi uomini a dimenticarla completamente, proibendone la sua diffusione, pena la morte.

Ma la Dottrina sopravvisse, fu custodita segretamente da ordini iniziatici, e giunse sino ai giorni nostri in ciò che oggi noi Naturosophi chiamiamo “Insegnamento Arcano”, e cioè la Filosofia Metafisica ed esoterica.


La comunità dei Naturosophi la custodisce gelosamente e la tramanda a pochi eletti, e cioè solo a coloro che percorrono il Cammino Naturosophico.


Possiamo dunque asserire che la Naturosophia è la “custode moderna” dell’Insegnamento Arcano, una conoscenza straordinaria che spiega razionalmente: chi è Dio, chi è l’Uomo, come è stato generato l’Universo, che scopo ha la vita, e cosa aspetta agli esseri viventi dopo la morte fisica.


La Dottrina Segreta è stata anche nascosta volutamente nei testi sacri delle religioni di tutto il mondo, nei trattati alchemici, ermetici, esoterici, nei Tarocchi e nei libri di pietra (le cattedrali), attraverso un linguaggio simbolico, criptato e di interpretazione puramente allegorica, che solo dei veri iniziati sono in grado di decifrare.

Tutti i grandi pensatori, i grandi saggi e maestri illuminati del passato l’hanno conosciuta ed espressa secondo la loro personale comprensione, cultura e linguaggio; pertanto, tale Dottrina è da sempre stata appannaggio di uomini fuori dall’ordinario che la hanno preservata nonostante le varie sfumature nell’intenderla e nell’esprimerla a parole loro.


La Naturosophia offre a tutti coloro che vogliono venire a conoscenza dell’Insegnamento Arcano (la Gnosi Universale) di accedervi in forma integrale, al fine di servirsene per risvegliare la propria coscienza ed aumentare così il proprio livello di consapevolezza e benessere, in attesa della reintegrazione finale con il Divino.


La Gnosi Universale (che tradotto significa “Conoscenza universale” del funzionamento della realtà) è stata sintetizzata dal Maestro Francesco Antonio Riggio, discepolo del Maestro Ermes Pendragon (nome iniziatico), il quale discende da un lignaggio cavalleresco molto antico.

Ecco perché coloro che custodiscono tale conoscenza si chiamano “Ordine Arcano dei Cavalieri Custodi della Gnosi Universale”:

- Ordine è il contrario di Caos.

- Arcano significa segreto, nascosto.

- Cavalieri sono coloro che nobilitano sé stessi, scegliendo di essere la parte migliore di sé.

- Custodi, e cioè protettori e depositari della Dottrina Segreta, l’Insegnamento Arcano.

- Gnosi Universale significa Saggezza Ancestrale Universale, e cioè quella conoscenza filosofica e metafisica che descrive il funzionamento della realtà cosmica.


La Dottrina Segreta viene solitamente trasmessa oralmente da Maestro ad Allievo, non appena questi viene “iniziato”.


Essa può essere sintetizzata nei seguenti aforismi:

- Tutto è Uno.

- Esiste solo l’Assoluto, tutto è Dio non esiste nulla al di fuori di Lui.

- L’Uno si manifesta nel molteplice.

- Non esiste separazione tra l’Assoluto e il relativo, essendo quest’ultimo parte dell’intera manifestazione cosmica.

- Non esiste separazione tra Psiche/Anima e Corpo/Materia, essendo entrambe parti di un un’unica realtà esistente.

- Dio è il Tutto: la realtà, la natura, lo spirito, la materia, l’energia, i minerali, i vegetali, gli animali, gli esseri umani, il pensiero, il vento, le leggi cosmiche, ecc.

- Dio è l’Essere che si manifesta in tutte le cose visibili e invisibili, una compenetrante l’altra, una diversa dall’altra, e una influenzante l’altra, in continuo divenire che noi moderni chiamiamo “evoluzione”.

Il Principio è la Fine

e la Fine è il Principio.


Io sono l’Alfa e l’Omega Io sono tutto ciò che esisteva che esiste e che esisterà poiché non vi è nulla al di fuori di me stesso.


In principio era il “Non Essere”, lo Zero, il non manifesto, l’increato, il “Nulla Cosmico”.


L’Essere Divino non si era dunque ancora manifestato, Egli era “infinite possibilità”, come un “motore immobile”, una massa informe di energia potenziale simile ad un grande oceano oscuro di antimateria cosmica, (la nera luce), e che ad un certo punto produsse un movimento spontaneo, una sorta di increspatura in questo gigantesco oceano di energia.


Da questo movimento si produsse una sfera di energia pulsante, un insieme di particelle elementari unite sotto forma di sfera di nera luce in attesa di muovere il primo passo verso la manifestazione della vita universale per come noi la conosciamo.


Questa sfera di energia pulsante è chiamata dalla Scienza moderna come “Unicità”, mentre dalla Filosofia antica come “Uno”, che ad un certo punto esplose (Big Bang) producendo quello che oggi noi chiamiamo Universo materiale, insieme allo spazio-tempo, ma che in realtà è composto sia da materia che da psiche, sia da oggetti che da archetipi, da concetti astratti, parliamo dunque di una forma primordiale di intelligenza divina dalla quale tutto proviene e si manifesta.


Il Non Essere è dunque tutto quello che esisteva prima della manifestazione, e che ad un certo punto della sua quiete eterna mosse un “primo passo”, producendo così in Lui il movimento, il quale produsse l’energia potenziale che sta alla base di tutte le cose, lo Spirito Divino.


Tutto dunque è Spirito Divino, tutto è energia, tutto è luce, tutto è energia, tutto è Essenza, tutto è Essere, e non esiste nulla al di fuori di Lui, il quale però, nonostante sia un’esistenza unica, si manifesta in infinite forme individuali, pur rimanendo sempre un’unità.


Il movimento produsse perciò uno spostamento dall’asse originaria, tale azione fu l’inizio dell’esistenza, la quale diede origine all’Essere manifesto, il Demiurgo o Creatore/Emanatore del Tutto.


Il Divino divenne dunque sia Essere che Non Essere, sia stasi che movimento, nacque così l’Uno Cosmico.


Dallo Zero all’Uno, ecco la prima fase della grande manifestazione divina, fase che generò l’Essere Assoluto, l’unità originaria dalla quale tutte le cose esistenti provennero, e che ad esso, alla fine di una lunga evoluzione ritorneranno, arricchite di nuove esperienze e maggiore consapevolezza.


L’Uno rappresenta simbolicamente l’Archetipo del Padre, ovvero la “Prima Forza Cosmica Divina”.


Egli è dunque la spinta primordiale, la forza primigenia, “volontà di potenza”, attratta dal desiderio di sperimentare cose che ancora non conosceva, né esistevano, se non nelle infinite possibilità del Non Essere, lo Zero, l’Increato.

Dall’Uno fu emanato il Due, l’Archetipo della Madre, colei che rappresenta il desiderio di accoglienza, che in unione con il Maschile, (il Padre), permise l’inizio dell’emanazione, la generazione di tutti gli esseri o enti esistenti nel Cosmo.


Il Padre è l’impulso primordiale che vuole attivare l’energia cosmica, il movimento; la Madre lo accoglie e lo elabora tramite la sua intelligenza, il Logos, portandolo nel suo grembo, la Psiche, la Mente Divina, la quale immagina ed emana, generando tutte le cose, e manifestando il Tre, il Figlio.


Il Movimento dallo Zero all’Uno, e così via dicendo, genera l’Energia Potenziale Primordiale: lo “Spirito Divino”, il quale permea tutte le cose rendendole animate, viventi, ovvero dotate di un’anima.


Il Tre è dunque l’Archetipo dell’unità, da esso proviene il quattro, e cioè il Figlio, ovvero la manifestazione stessa in tutte le sue forme, visibili e invisibili, dalla più elementare alla più complessa, tutte diverse una dall’altra, e l’una compenetrante l’altra in innumerevoli sistemi: antimateria e materia (Mater): solida, liquida, aeriforme, eterica e psichica, (Terra, Acqua, Aria, Fuoco, Quintessenza), pensieri, oggetti, emozioni, atomi, minerali, vegetali, animali, umani, forze della Natura, pianeti, galassie, intelligenze cosmiche, e così via dicendo.

Ma che cos’è il Cosmo se non la mente stessa di Dio che pensa e che dunque immagina di sperimentare tutte le cose percepite come esistenti da noi enti individuali?


Noi siamo menti individuali nella psiche di Dio, siamo gocce nell’oceano dell’esistenza, siamo dunque un tutt’uno con essa, siamo sia l’uno che il molteplice, siamo sia l’oceano nella sua totalità che contemporaneamente le gocce nella loro singolarità.


Non esiste dunque separazione tra Dio e la Natura, poiché quest’ultima, ovvero la realtà e tutto ciò che essa contiene, è in verità Dio stesso, è l’Essere Assoluto, ovvero l’Uno che si manifesta nel molteplice.


Dio è il Tutto, che fa esperienza, Egli desidera conoscere ciò che in Lui in potenza non era manifesto, così per amore, genera una moltitudine di altri esseri, poiché sente la necessità di manifestarsi in forme singole e individuali, offrendo loro la possibilità di vivere dentro la sua psiche, al fine di fare un’esperienza comune di tipo arricchente.


Tutto, dunque, concorre per la gloria di Dio e non esiste giusto o sbagliato, e dunque il bene e il male in senso assoluto, il dualismo è pertanto solo un gioco illusorio necessario al fine di permettere a Dio di fare innumerevoli “esperienze arricchenti”, esperite attraverso esseri o enti individuali come ad esempio gli animali, le piante e l’uomo.


Non si muove foglia che Dio non voglia!


E da questo punto di vista non esiste il peccato per come è stato insegnato dalle religioni semitiche, se proprio esiste una cosa che si allontana dalla verità essa è l’inconsapevolezza, l’illusione della separazione, poiché tutto è Uno, tutto ha un senso, un’origine e un fine, e nulla è pertanto da considerarsi inutile nell’economia divina universale.


L’unico vero peccato è l’illusione, o meglio l’idea sbagliata di separazione tra l’Uno (Dio) e il molteplice (le creature), e dunque l’ignoranza metafisica, l’inconsapevolezza che in realtà Tutto è Dio, e dunque che Tutto è Uno.

Chi ha orecchie per intendere intenda, questa è la sintesi della Dottrina Segreta, l’Insegnamento Arcano, il più grande dei segreti custoditi dai grandi maestri e dai saggi illuminati: gli Iniziati.


Un tempo questa conoscenza era palese e veniva insegnata a tutti, ma venne un giorno in cui divenne proibita, poiché Dio stesso permise ad alcuni uomini di perseguitare tutti coloro che la professavano e la diffondevano.


La conoscenza normale di un tempo divenne “Tradizione Segreta”, trasmessa da bocca ad orecchio solo a coloro che erano degni di riceverla, e cioè a coloro che dimostravano interesse e avevano il coraggio di conoscere sé stessi e le leggi nascoste della realtà.

Questi uomini venivano dunque iniziati segretamente da Maestri e Scuole esoteriche al fine di accedere ai misteri della realtà, e su questi insegnamenti vigeva il massimo riserbo e segreto iniziatico, pena la morte, poiché chi avesse parlato, se scoperto dal potere costituito, avrebbe compromesso tutta la confraternita esoterica.


Il male, la sofferenza, il dolore, la morte e tutto ciò che sembra dannoso, tutte queste cose apparentemente negative, dunque, sono in realtà assolutamente necessarie affinché l’Essere, Dio, possa sperimentare attraverso le sue manifestazioni individuali (le creature) le difficoltà dell’esistenza e trarne così un “arricchimento esperienziale”, accrescendo la sua coscienza e consapevolezza divine.


Quando soffre un uomo in realtà è Dio che soffre, quando muore un animale o secca un albero, è in realtà una manifestazione di Dio che appassisce, ma che subito dopo si rigenera, questo avviene all’infinito, dunque anche la morte e la sofferenza sono solo “passaggi”, stadi di un gigantesco processo cosmico che ha un fine: fare esperienza.

Senza un avversario, dunque, senza un “Satan”, un doppio negativo, un “Diabolos”, e cioè una forza oppositrice, divisoria, un lato ombra, Dio non potrebbe fare l’esperienza dell’evoluzione cosmica, e né tantomeno comprendere ciò che non conosce.


L’Essere Divino, pertanto, immagina nella sua immaginazione creativa tutto ciò che desidera sperimentare, compreso ciò che noi umani dal nostro piccolissimo punto di vista consideriamo come il male.


Egli, infatti, conosce solo il bene, ma non sa cosa sia il male, ecco perché desidera sperimentarlo in innumerevoli forme, tutte diverse l’una dall’altra, e attraverso differenti specie di esseri viventi da lui stesso emanati, e che in realtà rappresentano parti di sé stesso, generate appositamente per tale scopo, e cioè per amore di conoscere ed esperire l’esistenza apparentemente al di fuori di sé, ma che in realtà avviene con un processo interno a sé, e cioè nella propria mente divina.


Tutto è Dio, e nulla non lo è, poiché esiste solo Dio e al di fuori di lui nulla può esistere.


Non si può uscire furi dalla mente di Dio!


“Noi siamo Dio, noi siamo in Dio, e Lui è in noi”, dire che qualcosa non sia Dio significherebbe sminuire la potenza di Dio stesso, e tal cosa è impossibile.


Dire che Dio possa essere limitato è inaccettabile dal punto di vista razionale, infatti nulla è impossibile all’Essere Assoluto.


Dunque, tutto è Divino, tutto è Sacro, dire che il Divino possa generare intere galassie, ma che non possa essere un sasso, è come se dicessimo che non è onnipotente.


Egli è quindi contemporaneamente tutte le cose, manifeste a non manifesta: l’Essere e il Non Essere.


Egli è il Non Essere in quanto infinite possibilità, ovvero il “non manifesto”, come all’inizio dell’emanazione, e contemporaneamente Egli è l’Essere da quando ha deciso di emanare da sé tutte le cose, immaginandole nella sua Mente Divina.


Tutto ciò che esiste è nella mente di Dio, e da essa non è possibile uscire, poiché esiste solo Dio!


L’emanazione è erroneamente chiamata “creazione”, dire che esiste una “creazione” significherebbe dire che esista anche un Creatore, un “Demiurgo”, ma dire che esista un Creatore significherebbe poi asserire anche che la Creazione sia separata da esso, ma questo è assolutamente non reale oltre che irrazionale.

Dunque, non vi è né Creatore, né Creazione, ma esiste solo un unico Essere che emana da sé tutte le cose attraverso la sua Mente Divina, le Entità sono dunque sempre una parte di sé stesso, Egli si manifesta al fine di fare esperienze arricchenti, e solo per questo motivo le Entità individuali sono dimentiche della loro natura Divina.


Se le Entità si ricordassero di essere Dio, svanirebbe l’opportunità di fare delle esperienze arricchenti, ecco perché noi Naturosophi crediamo che quando un essere umano, venuto in contatto con la Dottrina Metafisica si ricorda di essere Dio, molto probabilmente è nella direttiva finale del suo viaggio esperienziale umano come “Ente singolo/individuale”, e se si riconnetterà nel profondo di sé stesso con l’Assoluto, non si reincarnerà più in altri corpi umani sulla Terra, ma ritornerà nella sua gloria trascendentale.


L’emanazione, (erroneamente chiamata Creazione), è dunque imperfetta, ma il motivo di ciò è semplice, tutto ciò che viene alla vita è imperfetto, se così non fosse, non ci sarebbe infatti nessuna esperienza arricchente da fare.

Se tutto fosse perfetto non ci sarebbe bisogno dell’evoluzione, quest’ultima esiste per attuare un miglioramento alle cose imperfette esistenti; dunque, se nel Cosmo ci fosse perfezione non esisterebbe evoluzione e non ci sarebbe niente da imparare.


Solo il meccanismo generale del Cosmo è perfetto nel suo funzionamento, gli Enti individuali non sono perfetti, ma soltanto il Tutto nel suo insieme lo è.


Evolversi significa imparare una lezione, ma anche passare da una situazione di difficoltà ad un’altra migliore pur sempre imperfetta, il tutto avviene per adattamento.

Tutto si evolve, o meglio, l’Essere immagina nella sua mente divina cose imperfette al fine di conoscerle e farne esperienza attuando un processo evolutivo insito nella sua mente immaginativa e creativa, questo grande auto-inganno che Dio permette a sé stesso è conosciuto con molti nomi: Maya, Matrix, Grande Inganno Cosmico o Gioco Cosmico.


Dio vuole conoscere cosa significhi non essere Dio.


La perfezione dello Zero, del Non Essere, vuole esperire l’esistenza imperfetta per comprenderla.


L’eterno motore immobile desidera sperimentare il tempo, il cambiamento e l’evoluzione, con tutte le conseguenze che ne derivano.


Colui che è increato, produce la particella divina, la singolarità prima del Big Bang, dunque l’antimateria, desidera comprendere la materia e in essa si manifesta, seppur illusoriamente in quanto tutto permane nella psiche divina.


L’illusione è talmente profonda tanto che Dio immagina nella sua mente di essere infinite menti individuali che sognano, che parlano, che agiscono ed interagiscono tra di loro in una realtà illusoria, ma percepita come reale dagli Enti individuali, in pratica parliamo di un’illusione nell’illusione, da qui il termine “Grande Inganno Cosmico”.


Il Bene assoluto, infatti, non conosce il Male, e perciò desidera sperimentarlo in molteplici forme ed esperienze.


Ma Dio increato resta sempre lo stesso nella sua Trascendenza, è solo la sua mente che immagina di muoversi e di esperire attraverso l’emanazione, in realtà, la vita è tutta un grande ologramma quantico universale, come un gigantesco film fatto di innumerevoli attori che sta proiettandosi nella mente di Dio (il Gioco Cosmico).


Tutto è mente, “mente” intesa come “mentire”, (la mente ci mente inesorabilmente), tutto ciò che esiste sta esistendo solo ed esclusivamente nella psiche di Dio, poiché non esiste nulla al di fuori di Dio stesso.


Noi umani siamo dunque l’Assoluto, una scintilla divina proveniente dall’unica e sola Sorgente esistente: il Non Essere, e che quindi solo momentaneamente sta vivendo nella mente di Dio un’esperienza di tipo individuale.


Conoscere questo produce in noi contemporaneamente una grande umiltà in quanto esseri umani mortali, e una grande gioia, in quanto ci riconosciamo per ciò che siamo veramente in potenza, e cioè niente meno che Dio stesso.

Al termine di questa esperienza di tipo individuale, gli Enti o Entità singole esistenti nella mente di Dio rientrano nell’oceano della Psiche Divina, come una goccia che ritorna all’oceano, e che prima evapora e sale in alto su nel cielo, compiendo un viaggio che la arricchirà di nuovi elementi ed esperienze, e che poi però torna di nuovo alla sua Sorgente: l’oceano di energia psichica e coscienziale della mente di Dio.


Ma le esperienze individuali non vanno mai perdute, infatti, la goccia si ricorderà dell’ultima esperienza come di tutte le altre esperienze fatte in esistenze precedenti, e rientrando in possesso della sua onnipotenza e onnipresenza, ovvero ritornando oceano, sarà nuovamente parte del Tutto.


Dunque, nulla va mai perduto, tutto resta nella memoria cosmica di Dio.


Ciò non toglie che nuovamente la coscienza individuale si incarnerà in un nuovo Ente perdendo ancora la memoria della sua origine divina, compirà un nuovo viaggio, una nuova avventura, farà nuove esperienze, si arricchirà ancora e ancora.


Nascendo nuovamente come Entità individuale, la coscienza umana non si ricorderà all’inizio della sua vita di essere Dio, ma in una delle sue molteplici esistenze, finalmente si ricorderà chi è veramente in potenza, e solo allora potrà riposare e ritornare nel Non Essere, ovvero nella sua Trascendenza assoluta.


Dunque, un Naturosopho, o un Iniziato, venuto in contatto con la Dottrina Metafisica Segreta contenuta nel novero degli insegnamenti della Gnosi Universale, guadagnerà anche la possibilità di riconnettersi definitivamente con la sua Sorgente primigenia e di ritornare al riposo eterno nella dimensione del Non Essere, il Nirvana, laddove vi è solo bene assoluto, gioia, estasi e perfezione nell’unità originaria, godendo a piene mani di tutti i benefici che le passate esperienze nel mondo individuale gli hanno permesso di accumulare.


Ecco perché coloro che conoscono sé stessi e la loro vera natura divina non hanno più paura, non quindi temono più niente, né la morte, né il dolore, né le avversità, poiché sono cosci di essere Dio che fa solo “momentaneamente” l’esperienza del “Non Dio”, e che successivamente ad essa ritornerà nella sua onnipotenza e onnipresenza di tipo omnicomprensivo, la cosiddetta “Super Coscienza”, o “Coscienza Divina”.

Colui che riceve questo Insegnamento può definirsi un Iniziato alla Dottrina Segreta, e se lo desidera ardentemente, può anche esserne un “Custode”, partecipando al Cammino Iniziatico preparato per lui dall’Ordine Arcano dei Cavalieri Custodi della Gnosi Universale.


Colui che comprende razionalmente l’Insegnamento Arcano può definirsi anche un Risvegliato e Maestro di sé stesso.


Colui che lo accetta vivendolo in profondità può definirsi un Illuminato.


Colui che insegna ad un’altra persona a comprenderlo e a viverlo è un vero Maestro dei senza Maestro.


Colui che comprende e vive con la certezza che Tutto ciò che esiste è Dio, compreso: l’uomo stesso, l’intera Natura, la realtà ed il Cosmo, è un vero Essere Umano Illuminato.


Vivere accettando di essere Dio significa vivere veramente, altrimenti si sopravvive.


Riconoscersi come vero Dio e vero Uomo, sia come Padre, sia come Figlio, poiché il Padre e il Figlio sono una cosa sola, e non esiste separazione tra l’alto e il basso, tra il Macrocosmo e il Microcosmo, ed essi, uniti, rappresentano le meraviglie dell’Uno, dell’unica realtà esistente: la Realtà dell’Essere Divino, significa anche vivere al più alto livello di coscienza possibile ad un uomo incarnato sulla Terra.


“Essere” significa esistere, Dio è l’esistenza stessa, noi umani siamo parte dell’esistenza; dunque, noi siamo Dio che si manifesta in una determinata forma umana, l’animale è Dio che si manifesta in forma animale, la pianta, il minerale, l’atomo, e così via discorrendo, sono sempre il “Dio Universale”, il Dio dai mille volti che si manifesta in innumerevoli forme della Natura per farne esperienza.


Dio è dunque Essere e Non Essere, è Trascendenza e Immanenza, Essere significa “Essenza”, è l’essenza stessa di tutte le cose, l’humus che genera, che fa crescere ed evolvere tutte le cose.


Tutte le cose sono l’Essere, dunque non esiste nulla che non sia Dio, non esiste un oggetto, un mondo, una forza o una Entità individuale che non sia Dio stesso che si manifesta in quella determinata forma.


Questo concetto, questa verità va ribadita molte volte prima di essere pienamente compresa al fine di scendere così nelle profondità della nostra Coscienza.


Ecco perché stiamo ripetendo più volte lo stesso concetto, anche se con diverse sfumature, non per il piacere di essere ripetitivi, bensì al fine di aiutare lo studioso dell’Insegnamento Arcano a comprenderlo al meglio.


Dio nella sua Essenza più elevata non ha nome, è “il senza nome”, mentre nelle sue innumerevoli manifestazioni è il Dio dai mille volti, ha moltissimi nomi.


I Naturosophi chiamano il Dio Trascendente Eleydon, questo è il nome magico del Divino, il nome perduto e tenuto segreto dagli Iniziati attribuito all’Essere Assoluto.


Pronunciando questo nome, i “Maestri Naturosophi” si riconnettono a livello animico con il Divino, e ne attingono forza e vigore spirituali.


Questo nome esoterico di Dio viene anche usato per compiere esorcismi e preghiere di liberazione da forme pensiero negative che spesso ossessionano le persone più fragili psicologicamente.


Non esistendo separazione fra l’uomo e Dio, e fra la realtà tutta e il Divino, la separazione è dunque solo un’illusione della nostra mente negativa, l’Ego, l’Io inferiore.


La mente ci mente inesorabilmente.


Nessuna dottrina religiosa o scientifica potrà mai separare due realtà che sono in verità parte integrante della stessa cosa, cioè di un’unica realtà cosmica, per usare una terminologia semitica diciamo che: il Creatore e la Creazione sono la stessa cosa.


L’inganno della divisione da Dio è stato permesso dall’Essere Assoluto per necessità di fare nuove forme di esperienza al di fuori del Non Essere; questa concezione di separazione deriva dall’eccessivo sviluppo dell’Ego umano, tale ingigantimento egocentrico è permesso dal Divino, e non dipende assolutamente dalla volontà del singolo nell’illusione che esso sia staccato dal Tutto.

Dio stesso si “auto inganna” al fine di sperimentare cose che non sarebbero sperimentabili altrimenti senza la dualità, o meglio senza l’illusione e una finta separazione.